De les portes de la ciutat celeste

De les portes de la ciutat celeste di Sergi Barnils

Grazie all’impegno a sostegno di Alfabeto Segnico, una mostra che ha coinvolto Italia e Spagna con quattro artisti di generazioni differenti impegnati nella ricerca di un segno primario, è entrato un meraviglioso quadro di Sergi Barnils nella collezione Guidi.

I protagonisti di Alfabeto segnico sono stati: Sergi Barnils, Giuseppe Capogrossi, Achille Perilli e Joan Hernández Pijuan. Mostra curata da Alberto Fiz prima alla Fondazione Stelline a Milano e successivamente al CAMeC di La Spezia.

Spesso si sente dire che durante il primo anno di vita si cattura tutto: luci, profumi, aromi e suoni, e questo rimane memorizzato… Quando con la famiglia lasciò l’Africa Barnils aveva un anno e mezzo. Quando i critici d’arte parlano di un’influenza africana, lui risponde divertito che proprio non si ricorda nulla. A volte nella sua pittura ci sono configurazioni primitive e le sue geometrie possono ricordare l’arte primitiva africana.
Il padre aveva conservato oggetti e fotografie della Guinea e questo potrebbe aver influenzato la sua arte. Anche artisti come Paul Klee, Kandinsky e Miró hanno influenzato e ispirato il suo lavoro. Oppure artisti più recenti come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, o classici come Giovanni Bellini e Piero Della Francesca.

Con le sue opere, Barnils vuole trasmettere un messaggio di speranza poiché convinto che l’arte e la cultura possano risvegliare lo spirito di esseri umani delusi. Descrive spesso un mondo spirituale dove forme, colori e persone sono più puri.
Per l’artista il bianco rappresenta la purezza incontaminata, l’aria pulita, la luce, quella Divina; ma la luce bianca, si sa, contiene anche tutti i colori dell’arcobaleno.. e così, come giardini fioriti in una Città Celeste, piena di luce e di gioia, possono apparire, in alcune opere, squillanti note di colore, protagoniste da sempre della sua pittura. Barnils, artista sensibile e di profonda spiritualità, è giunto a condensare nelle proprie immagini, sia pure astratte e dense di graffiti primordiali, le sue più intime riflessioni sulla condizione umana, dalle sue opere si sprigiona un intenso sentimento di celebrazione della bellezza della vita, in ogni sua forma e divenire.

De les portes de la ciutat celeste
Ciclo: “Configuracions”
Dipinto su tela con gesso, pittura ad olio, cera, graffiti
Anno 2012
Dimensioni 100 x 81 cm.