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Il filtro Ionio nasce da un brevetto Guidi del 1982, migliorato e perfezionato negli anni. È disponibile in quattro versioni.
Articoli
- 1164 · con disco in policarbonato, in bronzo
- 3164 · con disco in policarbonato, in alluminio anodizzato nero
- 1166 · con coperchio in metallo, in bronzo
- 3166 · con coperchio in metallo, in alluminio anodizzato nero
Campo d’impiego
Il filtro Ionio va scelto quando il passaggio dell’acqua è ad angolo, da sotto verso il lato. Questa configurazione lo rende più performante rispetto al filtro Mediterraneo a parità di dimensione, e la sua forma compatta lo rende adatto agli impianti dove lo spazio è poco.
La sua funzione è filtrare l’acqua in entrata dalle impurità e portare il flusso agli scambiatori di calore dei motori, ai generatori e agli impianti di aria condizionata. In nautica viene montato nelle sale motori delle imbarcazioni da diporto e professionali, ma trova impiego anche in impianti per piscine, cave e acquedotti.
Il filtro Ionio non è adatto a essere utilizzato come prefiltro per il filtro carburante.
L’utilizzo dei coperchi deve essere considerato in base alle classi delle imbarcazioni: i dettagli sono nella sezione Coperchi e omologazioni, più avanti.
Sul mercato si trovano articoli simili, alcuni in plastica, altri in metallo, che non hanno però le caratteristiche di performance dei prodotti Guidi.
Materiale
Il bronzo è il materiale migliore per evitare problemi di corrosione. Per ridurre questi rischi, l’impianto dovrebbe essere realizzato interamente in bronzo, dalla presa a mare alla valvola, dalla raccorderia agli scarichi a mare, senza combinare materiali diversi.
L’alluminio è un materiale per impianti speciali, dove serve la leggerezza. Con un impianto in alluminio è imperativo non mischiare i materiali, per evitare fenomeni di corrosione.
Forma e caratteristiche idrauliche
La forma del filtro Ionio è studiata per diminuire le perdite di carico in uscita, ottimizzare il flusso dell’acqua e limitare al minimo la formazione di bolle d’aria. Per un ulteriore aumento delle performance, consigliamo di montare in aggiunta al filtro le prese a mare Guidi articoli 1112B, 1113B, 1260, 1260A, 1261, 1262, anche queste brevettate.
L’intero circuito è pensato per diminuire le perdite di carico ed evitare bolle d’aria e cavitazione. La cavitazione è la formazione di zone di vuoto o vapore in un fluido, causate da cambi di pressione: si manifesta con piccole bolle che, implodendo, generano microgetti a pressione altissima. Questi collassi producono rumore, danni meccanici anche gravi e perdita di efficienza. Il microgetto liquido che si genera può danneggiare qualsiasi materiale, scavando fori o formando pits erosivi sulla superficie metallica.
Coperchi
Policarbonato. Adatto alla nautica da diporto e ad alcuni usi civili dove serve poter visionare l’interno del corpo. La resina utilizzata è il Lexan, un policarbonato resistente agli urti e alle variazioni di temperatura, con maggiore elasticità e resistenza al taglio e alla penetrazione. Per le temperature estreme, come al Circolo Polare, consigliamo il coperchio in metallo.
Bronzo. Il coperchio in bronzo è utilizzato per la nautica professionale e da lavoro.
I coperchi si aprono e chiudono con viti a testa esagonale, con una chiave generica. Viti e rondelle devono essere serrate correttamente con anello e disco, per il coperchio in policarbonato, oppure direttamente sul coperchio, per le versioni in bronzo o alluminio.
Coppie di serraggio indicative delle viti: da 3/4″ a 1″1/2, circa 6 Nm; da 2″ a 4″, circa 9 Nm.
Cestelli
I cestelli sono prodotti in acciaio 316L, adatto all’impiego in ambienti interessati da acqua di mare e in alcune applicazioni navali. È un acciaio inossidabile standard, con indice di inossidabilità (numero PREN) compreso tra 25 e 28.
Il 316L ha una resistenza alla corrosione elettrolitica maggiore rispetto ad altri acciai, come ad esempio il 304. Il suo tenore di carbonio è inferiore allo 0,035% (il 316 standard arriva fino a 0,080%), ed è proprio questo a renderlo più adatto a impedire la corrosione.
La corrosione del cestello avviene quando il cestello stesso si trasforma in anodo sacrificale: è un sintomo, non la causa, e segnala quasi sempre un problema nell’impianto. In presenza di corrosione evidente, va controllato l’impianto di protezione catodica e la messa a terra.
Guarnizioni
Il filtro Ionio ha un O-ring per la tenuta del coperchio. Gli O-ring sono in neoprene, una gomma sintetica resistente all’azione dell’acqua salata.
Foro di spurgo
Nel filtro Ionio non è presente il foro di spurgo. Normalmente il foro di spurgo serve a svuotare l’acqua che rimane nel corpo quando le valvole delle prese a mare sono chiuse o quando la barca è in secca. Il filtro Ionio pesca l’acqua dal foro alla base, quindi non ha bisogno di essere svuotato.
Misura
La misura del filtro va scelta in base all’impianto idraulico e ai motori, e al numero di impianti che un solo filtro deve servire. Vanno considerati e rispettati i dati delle perdite di carico. I filtri non necessitano di un sovradimensionamento.
Le perdite di carico sono cali di pressione causati da resistenze e attriti che si oppongono al moto del fluido nel circuito. Conoscerne il valore serve a dimensionare correttamente i condotti e a determinare le caratteristiche dei mezzi che mantengono i fluidi in movimento. Possono essere continue, quando si verificano lungo segmenti lineari, oppure localizzate, quando si manifestano in corrispondenza di elementi come riduzioni, raccordi, valvole o filtri.
Controlli e collaudi
I controlli sui materiali vengono effettuati prima della lavorazione. Durante la lavorazione i filtri sono sottoposti a severi controlli dimensionali, di montaggio e confezionamento. Alla fine viene effettuato un collaudo di tenuta a pressione ad aria.
Il collaudo idrostatico si effettua con acqua emulsionata a olio, portata a pressione per un tempo preciso secondo le procedure interne di qualità, verificando che non ci siano perdite: questi collaudi avvengono con la supervisione di enti esterni. Usiamo acqua emulsionata a olio perché ricicliamo l’acqua di recupero dei macchinari prima di smaltirla, e il suo colore bianco permette di individuare meglio eventuali perdite.
Il collaudo ad aria si esegue stabilizzando l’aria a una data pressione all’interno del pezzo, sempre secondo le nostre procedure interne, controllando che non ci siano perdite. È un metodo veloce ed efficiente, e non sporca i pezzi. Per questo collaudo viene emesso un certificato interno, perché avviene senza la supervisione di enti esterni, pur restando conforme alle procedure di qualità certificate.
Omologazione RINA e Lloyd’s Register
Le omologazioni attestano che un prodotto Guidi è stato progettato, costruito e collaudato in conformità con i regolamenti e i criteri del Registro Italiano Navale e del Lloyd’s Register, a loro volta allineati ai principi dell’organizzazione marittima internazionale. Per restare valide, le omologazioni richiedono controlli periodici.
Durabilità e riciclabilità
La progettazione dei nostri prodotti punta a un’analisi del ciclo di vita sempre più accurata e sostenibile. Ogni prodotto ha una durabilità molto lunga, con garanzie di qualità e di funzionamento, e conserva nel tempo le caratteristiche fisiche e meccaniche dei materiali che lo costituiscono.
La manutenzione ordinaria richiesta durante l’uso è minima. La facilità di separazione dei componenti in fase di disassemblaggio consente di estendere la vita dei materiali oltre la durata dei singoli componenti. Alla dismissione, attraverso processi che permettono la realizzazione di materie prime seconde, ogni prodotto è quasi interamente riciclabile.
Differenze con altri filtri Guidi
Il filtro Mediterraneo è diverso nella forma e nella direzione del passaggio dell’acqua: nel Mediterraneo l’acqua passa da lato a lato in direzione dritta, mentre nel Ionio il passaggio è ad angolo, da sotto verso il lato.
Il filtro Tirreno ha invece la stessa forma e la stessa direzione di passaggio dell’acqua del Ionio, ed è realizzato in ottone nichelato oltre che in bronzo. È più contenuto nelle dimensioni: è la versione small del Ionio, adatta ai motori piccoli e ai generatori quando lo spazio a bordo è un problema. Anche la chiusura del coperchio è diversa.
Perdite di carico
Le perdite di carico sono i cali di pressione causati da resistenze e attriti che il fluido incontra lungo il circuito. Conoscere questo valore serve per dimensionare correttamente i condotti e per definire le caratteristiche dei mezzi che mantengono il fluido in movimento.
Si dicono continue quando si verificano lungo tratti lineari, localizzate quando dipendono da elementi che modificano la direzione o la sezione di passaggio, come riduzioni, raccordi, valvole o filtri.
Installazione
Il verso dell’acqua è sempre obbligato e deve seguire l’indicazione delle frecce. In base alle esigenze, il filtro può essere montato alla paratia oppure a staffe predisposte tramite il supporto laterale. Va sempre assicurato che la posizione permetta l’estrazione del cestello.
A montaggio finito, va assicurata la messa a massa del filtro, perché i cestelli non vengano colpiti da corrente galvanica: se l’impianto non è ben progettato o costruito, c’è il rischio che il cestello finisca per funzionare da anodo.
Si consiglia sempre il montaggio sopra la linea di galleggiamento, anche per sicurezza passiva, ad esempio in caso di dimenticanza nella chiusura del coperchio dopo la manutenzione.
Dopo qualche ora dalla messa in esercizio dell’impianto, conviene visionare il cestello per verificare l’eventuale presenza di residui dovuti al montaggio di tubazioni nuove e, se necessario, provvedere alla pulizia.
Manutenzione e ricambi
Si consiglia di usare sempre ricambi originali: anello per filtro, coperchio per filtro, cestello in acciaio inox 316L per filtro, disco in policarbonato trasparente per filtro, profilo a “U” in NBR per cestello filtro. Sono disponibili sul nostro sito o contattandoci direttamente.
I dadi possono essere acquistati anche in ferramenta, ma raccomandiamo l’uso di dadi in acciaio inossidabile austenitico A4 a basso tenore di carbonio.
Anche i coperchi sono disponibili come ricambi, da sostituire in caso di perdite, deterioramento, o quando il policarbonato è troppo opacizzato a causa di uno sversamento di materiale chimico. Quando si sostituisce il coperchio conviene cambiare sempre anche l’O-ring, e va tenuto presente che cambiando il coperchio si passa da un’omologazione all’altra.
In caso di manutenzione o pulizia, ricordare sempre di chiudere il coperchio prima di aprire le valvole delle prese a mare: in caso contrario c’è il pericolo serio di affondare la barca, soprattutto se il filtro è montato sotto la linea di galleggiamento.
Con un minimo di esperienza è possibile sostituire il cestello, sempre in condizioni di sicurezza e con le valvole delle prese a mare chiuse. Conviene controllare periodicamente il cestello, per verificare che sia libero da impurità: se risulta troppo sporco o incrostato, le performance del filtro calano. Non è solo il fouling marino a causare sporco e impurità nel cestello: anche materiali come immondizia o plastiche, che entrano negli impianti insieme all’acqua di mare, possono ostruire i fori dell’elemento filtrante.
Il cestello si pulisce con acqua e aria compressa. A motore spento, chiudere le valvole delle prese a mare, accedere al cestello e lavarlo accuratamente; in caso di incrostazioni, pulire l’elemento filtrante con un raschietto e riporlo nel proprio alloggiamento. Controllare le guarnizioni, che devono risultare sempre integre, e riposizionarle correttamente nella loro sede: in caso di usura o dubbi, sostituirle con prodotti originali.
Prima di riavviare il circuito, assicurarsi che le viti e le relative rondelle siano strette correttamente, con l’anello e il disco per i modelli 1164 e 3164, oppure con il coperchio per i modelli 1166 e 3166, sul corpo del filtro. Riaprire quindi le valvole delle prese a mare.
Il kit antifouling
Il kit antifouling nasce dalla collaborazione con l’azienda Tecnoseal, in risposta al problema delle incrostazioni. Come altri prodotti studiati ad hoc, nasce da una richiesta del mercato, particolarmente forte in alcune aree geografiche più soggette al biofouling.
È stato sviluppato per eliminare la proliferazione del fouling marino all’interno del circuito acqua-mare delle barche, e per diminuire la manutenzione rendendola più semplice da eseguire. Funzionamento e caratteristiche del sistema sono descritti nella brochure dedicata.
