L’ultimo prodotto brevettato da Guidi ha una storia particolare, oltre che un nome accattivante • intervista a Stefano Gaggero professore associato del DITEN
Parliamo ovviamente della Goccia, la nuova presa a mare in bronzo (art. 1262) il cui prototipo è stato presentato in anteprima al METS 2024 di Amsterdam e ora pronta a essere lanciata sul mercato.
Guardandola, dal punto di vista del design colpisce subito la forma a goccia della “cuffia”, che garantisce un’idrodinamica perfetta, convogliando l’acqua in modo efficace, senza creare turbolenze e depressioni.
Ma cosa ha di innovativo questo prodotto, al di là dell’aspetto?
Bisogna ricordare che il suo design è stato sviluppato da Guidi ed è stato poi verificato e validato grazie a una collaborazione con l’Università di Genova, con cui peraltro la Guidi aveva già lavorato nel 2019 per la produzione di nuove valvole, antiblocco e a sfera.
La struttura dell’ateneo genovese che ha lavorato fianco a fianco di Guidi, sia allora che oggi, è il DITEN-Dipartimento di Ingegneria Navale, Elettrica, Elettronica e delle Telecomunicazioni.
Stefano Gaggero, professore associato del DITEN ci spiega i termini della partnership fra l’Università di Genova e il reparto Ricerca & Sviluppo dell’azienda, che fa capo ad Alessandro Guidi e Marco Stella.
Professor Gaggero, come è nata la collaborazione con la Guidi?
Siamo partiti da un contatto interno all’università.
Con Guidi c’era già un rapporto per i progetti portati avanti insieme in passato, in particolare sul tema della resistenza alla corrosione marina dei materiali, in primis il bronzo.
E su che temi si è sviluppata l’ultima collaborazione?
Per la “goccia” abbiamo lavorato sull’idrodinamica.
Guidi ha studiato il design, la forma del prodotto, e noi abbiamo cercato di capire, e quantificare, i vantaggi che questa nuova presa a mare poteva portare in termini di efficienza, vale a dire riduzione della resistenza all’acqua, incremento della portata e quasi azzeramento della rumorosità.
Nel mondo navale, ma non solo, ora c’è una grande attenzione su questo aspetto e la tendenza da parte delle aziende è cercare di limitare il più possibile la rumorosità dei propri prodotti.
Quindi come avete proceduto?
È stata effettuata un’analisi CFD (fluidodinamica computazionale ndr), e cioè sui flussi.
Lo sforzo compiuto in questo è stato considerevole e le simulazioni molto accurate.
Va sottolineato che, parlando in generale e in altri ambiti, rumore ed efficienza energetica sono due elementi poco compatibili: riducendo uno di solito aumenta l’altro e viceversa.
Nel caso di questa presa a mare invece abbiamo visto come non sia stato necessario arrivare a compromessi, abbiamo avuto ottimi risultati su tutti e due i fronti.
Possiamo definirlo un caso molto riuscito di perfetta risposta a due esigenze molto diverse fra loro.
In sintesi che futuro prevede per questa presa a mare?
La “goccia” secondo me potrà diventare una nuova forma di riferimento per questa tipologia di prodotti.
È semplice, ispirata alla natura e dà evidenti vantaggi funzionali.
Non a caso si parla di “ingegneria bioispirata” per una serie di tecnologie e soluzioni che per il loro design richiamano elementi naturali.


