Ri-visti da noi (una mostra di art-therapy)

La speranza è che non sia l’età a fermare la fantasia…!

Questa è una frase lasciata sul guestbook della mostra “Ri-visti da noi”, evento che abbiamo sponsorizzato insieme ad altre aziende del territorio.

“Ri-visti da noi” è una raccolta di 27 rivisitazioni di quadri famosi realizzata da alcune ospiti della casa di riposo San Vincenzo di Grignasco.

Le autrici di queste opere partecipano ad un gruppo di Art-Therapy e sono tutte affette da malattie cronico-degenerative molto gravi.

L’arte terapia svolta all’interno di case di riposo permette una maggiore socialità tra gli ospiti, è un mezzo per occupare il tempo in modo attivo, lavorare sulle emozioni negative, come l’alienazione, dovuta al soggiorno in struttura, e la depressione dovuta al distacco dal proprio ambiente. L’arte terapia è particolarmente positiva negli anziani poiché migliora le capacità cognitive e mentali e dona calma interiore.

Il gruppo di Art-Therapy è nato nel 2015 da un’idea di Enrica Pastore in seguito all’entrata della sua mamma in casa di riposo. Ecco come Enrica ci descrive questa attività:

Quando mia mamma è entrata in casa di risposo soffriva di uno stato già abbastanza avanzato di Alzheimer. Purtroppo questa malattia non le permette più di avere una bella conversazione con me o la possibilità di fare una passeggiata. Quindi è stato difficile trovare un modo per passare del tempo insieme a lei. Andavo a trovarla e il suo desiderio era di fare delle cose. Ma cosa? Accidenti… Non è mai stata una persona sedentaria, dovevo trovare il modo di impegnarla. Così ho portato dei fogli disegnati e dei pennarelli e ci siamo messe a colorare. Piano piano si sono unite altre persone e così è nato il nostro gruppo di Art-Therapy.

Sto imparando a conoscere un universo nuovo, o meglio, tanti micro-universi che convivono: unici e sorprendenti, fatti di abitudini fondamentali e piccole cose. Le chiamo sempre ragazze perché finché ci sono lo spirito e la gioia è un modo per rimanere giovani e forti! Penso che la gioia sia un modo per rendere manifesta la nostra voglia di vivere. Due cose semplici che danno gioia sono: i colori e lo stare insieme. Così siamo partite con una cartelletta piena di fogli e quattro scatole di pennarelli. Sulla cartelletta abbiamo scritto: Disegna, divertiti, sorridi, e così è stato.

Ho scelto il colore, stimola lo spirito e diffonde il buon umore. Coloriamo disegni già pronti, non voglio creare una sorta di ansia da prestazione data da un foglio bianco. Decidiamo insieme un tema, un soggetto, preparo i disegni e li coloriamo come piace a noi, come vediamo noi le cose. Non è poco creativo, ci vogliono fantasia ed estro in ugual misura e deve essere un momento di emozioni positive, relax e divertimento.

Quando ci mettiamo al tavolo, ognuna di loro porta la propria condizione psicofisica e qui sta la bellezza della condivisione, dell’aiuto reciproco, della risata, dello stare insieme… Anche questi sono momenti da apprezzare, sentimenti da rivalutare, emozioni a cui dare più importanza. Questo ormai è il nostro momento quotidiano, dove ognuno si impegna e dà il meglio di sé.

Io non sono una terapista occupazionale né tantomeno ho alle spalle degli studi inerenti a questa materia. Voglio aiutare a raccogliere le mie impressioni, le idee, i risultati, gli errori e quanto mi sembra utile al fine di una condivisione costruttiva con medici e terapisti. Il mio intento è di dare una mano ad occupare questi momenti con un’attività che possa essere positiva e creativa. Il tempo in una casa di riposo sembra scorrere più lento e, quando non si hanno più impegni o interessi, oppure quando le disabilità compromettono le normali abitudini, piano piano ci si consuma di noia, monotonia, insofferenza… Con una semplice attività manuale vorrei dare un piccolo supporto per il mantenimento delle competenze e delle normali abilità delle ospiti.

Ho scelto di colorare perché è l’attività che più si avvicina al mio lavoro e al mio modo di essere creativa, ma anche perché rilassa e ricorda il gioco, crea uno stato di distensione e di calma. Portare queste sensazioni all’interno del gruppo delle mie ragazze crea un clima di armonia, le aiuta a mantenere la concentrazione su un’attività specifica, senza creare agitazione o timori. Vedo impegno, concentrazione, aiuto reciproco e un maggior desiderio di socializzare. L’impegno è dato dallo stimolo di fare bene. Tengono tutte alla buona riuscita dei loro lavori e all’apprezzamento delle altre persone; il momento della condivisione di un lavoro finito sembra quasi un esame!

Quando ho proposto di colorare a nostro gusto alcuni quadri famosi pensavo che non lo volessero fare, che lo trovassero troppo difficile… Invece è stata come un’esigenza positiva di provare qualcosa di nuovo, più difficile, complicato, una specie di sfida ai loro problemi. E con la domanda “Quando iniziamo?” è nato il progetto Ri-visti da noi.

Enrica raccoglie lavori e immagini legati a questa esperienza in un blog dedicato. Per chi volesse seguire l’attività o avere maggiori informazioni, questo è il link al blog Verba Perdere – ovvero le ragazze in technicolor