Luci e ombre sul salone lagunare che conferma la sua spettacolarità ma il format potrebbe essere migliorato

La partecipazione di Guidi alla manifestazione di quest’anno, che si è svolta all’Arsenale dal 29 maggio al 2 giugno, segna un 4° anno consecutivo, il 3° con il partner Grossi, distributore per l’alto Adriatico.

Il salone ha potuto contare su un totale di 270 espositori e 300 imbarcazioni, di cui 15 anteprime mondiali, collocate in un bacino acqueo di 55 mila mq unico al mondo come quello dell’Arsenale.

L’evento ha voluto offrire uno sguardo inedito sui nuovi design e sulle interessanti sinergie stilistiche e funzionali che stanno ridefinendo le imbarcazioni a motore e a vela, con un’attenzione particolare per i catamarani e alle innovative soluzioni per la vita a bordo.

Ma come è andata a Venezia per il team Grossi-Guidi? Considerazioni e appunti…

La zona del Nord Est, ricca di cantieri ed aziende, non ha un evento di riferimento per il settore; quindi, Venezia si presta bene a giocare il ruolo di polo di attrazione per queste realtà.

La location è molto particolare e di grande fascino e posiziona bene l’evento all’interno del calendario nautico internazionale.

Venezia è sempre Venezia, e l’Arsenale un luogo storico e di grande suggestione, che si apre solo per le grandi occasioni, appunto.

La collocazione temporale di Venezia, in un periodo dell’anno in cui la concorrenza di altri eventi, soprattutto internazionali, è limitata, sembra adattarsi bene all’affollato calendario dei saloni nautici mondiali.

Tuttavia, molti dei contatti che Grossi ha invitato a partecipare hanno risposto di non poter essere presenti a causa del picco di lavoro tipico di questo periodo di inizio estate.

È emersa una certa preoccupazione per il numero di visitatori, che non ha raggiunto le aspettative. Un evento a Venezia dovrebbe attirare un pubblico internazionale, ma la presenza di operatori esteri è stata deludente.

Per il prossimo anno, sarà fondamentale rivedere la strategia di partecipazione. È essenziale chiarire quali siano gli obiettivi della fiera, poiché attualmente, a nostro avviso, non sono ben definiti. L’assenza di espositori specializzati in componenti tecnici per la nautica ci ha lasciato in una posizione di isolamento, e non è chiaro chi dovrebbe essere il visitatore ideale. Se un tecnico si ferma al nostro stand, mostra interesse, ma senza una chiara targetizzazione del pubblico, ci sentiamo un po’ abbandonati.

Inoltre, l’investimento necessario per partecipare è significativo e i costi associati a una visita prolungata in laguna sono elevati, rendendo difficile la partecipazione per molte aziende. Sarebbe utile che gli organizzatori offrano maggiore supporto, magari invitando più professionisti del settore. La mancanza di tecnici tra i cantieri presenti ha limitato le opportunità di networking.

È importante sottolineare che la Grossi srl non ha mai ricevuto un invito formale per partecipare al Salone Nautico di Venezia; è stata la Guidi srl a proporre questa fiera come un’opportunità di contatto per la zona adriatica dopo aver esposto direttamente nel 2022.

Questo solleva interrogativi significativi: la fiera ha realmente l’intenzione di ampliare il proprio network di aziende partecipanti o tende a rimanere ancorata ai soliti espositori?

Spesso ci siamo chiesti se l’organizzazione abbia effettivamente comunicato il salone alle aziende del settore, procurando loro l’informazione necessaria per considerare la partecipazione.

La mancanza di un invito formale per Grossi srl, come per altre aziende, è un indicatore di un possibile deficit nella promozione dell’evento e nell’engagement con nuovi espositori.

Inoltre, è lecito domandarsi perché ci sia così poco interesse nell’esporre in questa manifestazione. Se l’obiettivo della fiera è quello di essere un punto di incontro per professionisti e aziende del settore nautico, è fondamentale che vengano attuate strategie più incisive per attrarre una gamma più ampia di espositori e visitatori.

Senza un’adeguata comunicazione e un chiaro invito a partecipare, il rischio è di rimanere stagnanti, privando l’evento della vitalità e della varietà che potrebbero arricchirlo.

Un maggiore coinvolgimento e un dialogo aperto con le aziende potrebbero fornire informazioni preziose su come migliorare la fiera e renderla più attrattiva per una partecipazione diversificata. Solo così si potrà costruire un evento in grado di rispondere alle esigenze del settore e di facilitare connessioni significative tra i vari attori della nautica.

In aggiunta, ci si chiede se vi siano anche pressioni politiche o amministrative che rendano tutto più complicato. Nel mondo della nautica, abbiamo già assistito alla scomparsa di diverse iniziative a causa di dinamiche politiche; sarà questa un’altra occasione in cui il contesto esterno ostacola lo sviluppo e la crescita di un evento potenzialmente importante?

In conclusione, è cruciale riflettere attentamente sulla partecipazione futura e sulle modalità di collaborazione tra Grossi e Guidi. I team hanno lavorato insieme durante l’evento, rafforzando una partnership che continua a crescere, ma è necessario un approccio strategico più chiaro per ottimizzare i risultati “veneziani”.

Venezia a parte, è fondamentale riconoscere che il team Grossi-Guidi è davvero eccezionale. La collaborazione, l’intesa, l’impegno e le idee che emergono da questa partnership sono elementi positivi che alimentano la voglia di migliorarsi, di interagire e di costruire un futuro sempre più promettente. Super team, sempre al top!