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🔗 PDF datasheet valvole antiblocco a doppia mandata

Gli articoli

Art. 2240 — Valvola antiblocco a doppia mandata con flange PN6/PN16 e indicatore di posizione

Art. 2250 — Valvola antiblocco a doppia mandata con connessioni filettate F-F-F e indicatore di posizione

Campo d’impiego

Gli articoli 2240 e 2250 sono valvole antiblocco brevettate Guidi, sviluppate nel 2007.

Le valvole antiblocco nascono per risolvere un problema ricorrente a bordo: le valvole tradizionali tendono ad accumularsi al loro interno incrostazioni, depositi calcarei e sporco che nel tempo le rendono difficili da manovrare fino a bloccarle completamente. Le valvole antiblocco Guidi sono progettate per ridurre questi rischi e mantenere l’operatività nel tempo.

Si installano nelle sale macchine e servono i circuiti di raffreddamento di motori principali, generatori, dissalatori e impianti di condizionamento. Gli articoli 2240 e 2250 in particolare sono pensati per i motori: la terza connessione permette, in caso di emergenza, di aspirare acqua dalla sentina usando il circuito di raffreddamento del motore stesso, senza dover installare una valvola dedicata aggiuntiva.

Oltre al nome “valvola a doppia mandata”, in cantiere questi articoli vengono spesso chiamati anche valvola a tre vie, lupa o valvola di sicurezza, quest’ultimo termine usato più in generale per l’intera gamma delle valvole antiblocco Guidi.

Sul mercato esistono prodotti simili, sia in metallo che in plastica, con caratteristiche tecniche e prestazioni differenti.

Materiale

Il corpo delle valvole 2240 e 2250 è realizzato in bronzo. Il bronzo è il materiale più adatto per gli impianti in acqua di mare per la sua resistenza alla corrosione marina nel lungo periodo.

Per ridurre al minimo i rischi di corrosione galvanica, è consigliabile che l’intero impianto sia realizzato con componenti compatibili in bronzo: presa a mare, valvola, raccorderia, scarichi a mare. L’uso di materiali diversi nello stesso circuito va valutato con attenzione.

Geometria e principio di funzionamento

La geometria interna delle valvole 2240 e 2250 è studiata per minimizzare le perdite di carico, ottimizzare il flusso dell’acqua, limitare la formazione di bolle d’aria e contenere l’ingombro in altezza.

Sono valvole a passaggio totale: nonostante il percorso interno non sia rettilineo, la geometria interna non introduce restrizioni significative al flusso. La configurazione a doppia mandata permette di selezionare alternativamente l’ingresso dell’acqua dal mare o dalla sentina, in base alla posizione operativa.

Cavitazione

La cavitazione è un fenomeno fisico che si verifica quando variazioni locali di pressione all’interno di un fluido generano zone di vuoto o vapore. Queste zone si manifestano come bolle che, implodendo, producono microgetti a pressione molto elevata.

Gli effetti della cavitazione includono rumore, vibrazioni, danni meccanici alle superfici metalliche per effetto erosivo e perdita di efficienza del circuito. Sulle superfici metalliche si possono formare pits erosivi, ovvero piccole cavità localizzate.

Il sistema Guidi — valvola, presa a mare, raccorderia e filtri — è progettato per ridurre le condizioni che favoriscono la cavitazione.

Configurazione di sistema raccomandata

Per ottenere le migliori prestazioni idrauliche, Guidi raccomanda di abbinare le valvole 2240 e 2250 a:

  • prese a mare Guidi Art. 1112B e 1113B (brevettate)
  • passascafo Guidi Art. 1260 (brevettato)
  • sistema presa a mare Art. 1260 con cuffia Art. 1261 (brevettata) o Art. 1262 (brevettata)
  • filtri Guidi adeguati all’impianto (brevettati)
  • una valvola di fondo a tenuta in gomma sulla linea di aspirazione da sentina

Il circuito complessivo è progettato per ridurre le perdite di carico, limitare la turbolenza e contenere i fenomeni di cavitazione.

Dimensionamento

La scelta della misura dipende dalle caratteristiche dell’impianto idraulico, dalle esigenze del motore e dal numero di circuiti da servire. La scelta tra versione flangiata (2240) e filettata (2250) dipende dalla configurazione dell’impianto.

I dati delle perdite di carico devono essere considerati in fase di progetto. Il sovradimensionamento della valvola non è generalmente necessario.

Le sigle PN6 e PN16 identificano lo standard di foratura e le dimensioni della flangia, non la pressione operativa della valvola. La scelta dipende dalla classe di tubazione dell’impianto, definita in sede di progetto dal cantiere. Entrambe le versioni sono disponibili.

Omologazioni e certificazioni

Gli articoli 2240 e 2250 hanno il Type Approval RINA e Lloyd’s Register.

Il Type Approval RINA è basato sulla norma ISO 9093:2020. Le valvole sono omologate per l’installazione su imbarcazioni con lunghezza dello scafo fino a 24 metri, secondo la definizione di ISO 8666. Per imbarcazioni superiori ai 24 metri, le stesse valvole possono essere utilizzate nell’ambito di collaudi specifici condotti secondo i regolamenti RINA, in funzione della posizione di installazione e della taglia delle valvole.

Il Type Approval Lloyd’s Register è basato sulla norma ISO 9093:2020 e sui regolamenti interni Lloyd’s. Anche in questo caso, per imbarcazioni superiori ai 24 metri si procede con collaudi specifici secondo i regolamenti Lloyd’s, in funzione della posizione di installazione e della taglia.

Gli articoli 2240 e 2250 sono articoli brevettati.

Controlli e collaudi

Prima della lavorazione vengono effettuati controlli sui materiali. Durante la produzione, le valvole sono sottoposte a controlli dimensionali, di montaggio e di confezionamento.

A fine produzione viene sempre eseguito un collaudo ad aria: la valvola viene portata a una pressione stabilita e si verifica l’assenza di perdite. È un metodo rapido, efficiente e non contamina i pezzi. Il documento emesso è un certificato interno, conforme alle procedure di qualità Guidi, poiché il collaudo non prevede la supervisione di enti esterni.

Il collaudo idrostatico viene eseguito con acqua emulsionata con olio, portata a pressione per un tempo definito secondo le procedure interne. Questi collaudi avvengono sotto supervisione di enti esterni. L’acqua emulsionata con olio viene utilizzata perché proviene dal recupero dei macchinari prima dello smaltimento; il suo colore bianco facilita il rilevamento di eventuali perdite. Quando richiesto, il documento rilasciato è un Certificato di controllo 3.2 secondo UNI EN 10204:2005.

Utilizzo

Le valvole 2240 e 2250 si installano nel circuito principale di raffreddamento del motore. La terza connessione va collegata a una tubazione che raggiunge la sentina, con raccorderia adeguata e una valvola di fondo con elemento filtrante.

In condizioni normali, la via del mare è aperta: l’acqua di mare entra nel circuito di raffreddamento e viene espulsa normalmente attraverso lo scarico motore.

In situazioni di emergenza — falla, allagamento o presenza eccessiva di acqua in sentina — la via principale dal mare può essere chiusa. Chiudendo questa via si apre contemporaneamente l’ingresso dalla sentina. L’acqua di sentina entra nel circuito di raffreddamento, viene usata per raffreddare il motore ed espulsa all’esterno attraverso lo scarico. Questo consente all’imbarcazione di continuare a navigare verso un porto sicuro.

Installazione

Tutte le valvole vengono fornite con la presa a mare in posizione aperta. Prima dell’installazione verificare visivamente che il passaggio sia libero e che il volantino indichi la posizione APERTO MARE / SEA OPEN.

La direzione del flusso deve corrispondere alla freccia impressa sul corpo valvola. Le valvole possono essere installate sia in posizione verticale che orizzontale. Per la versione flangiata (2240) utilizzare le guarnizioni in dotazione. Il volantino deve rimanere accessibile all’operatore.

Per l’impianto principale, le valvole si montano direttamente sulla presa a mare a scafo. Possono essere impiegate anche nei collettori di deviazione e nei servizi interni.

Il volantino è dotato di un indicatore di posizione che permette di identificare rapidamente la configurazione operativa della valvola. Ogni valvola è fornita con un manuale di installazione e manutenzione dedicato.

Manutenzione

Le valvole richiedono poca manutenzione. Si raccomanda una pulizia e revisione annuale, un collaudo funzionale prima della stagione nautica e un controllo periodico durante il rimessaggio con imbarcazione in secca.

I contaminanti più comuni che possono accumularsi all’interno sono fouling, plastiche, rami e oggetti estranei. Questi materiali possono impedire la chiusura completa della valvola o danneggiare la membrana in neoprene.

Dopo la pulizia, controllare la membrana in neoprene alla ricerca di tagli, usura o danni. Se la membrana è danneggiata, è necessario sostituire il kit comando. Se il kit è integro, può essere sufficiente sostituire solo le guarnizioni.

Le valvole devono essere incluse nel sistema di protezione catodica e di messa a terra dell’imbarcazione.

Pezzi di ricambio

Si raccomanda di utilizzare esclusivamente ricambi originali Guidi, con riferimento al codice articolo. I ricambi sono disponibili sul sito guidisrl.it e tramite acquisto diretto.

Kit comando valvola a doppia mandata (KIT2240) È il blocco del cuneo di apertura e chiusura interno alle valvole 2240 e 2250. È progettato per essere rimosso senza smontare il corpo valvola, utilizzando una chiave per bulloni, per ragioni di manutenzione, ispezione e sostituzione. La sostituzione può essere eseguita da personale esperto con imbarcazione a secco seguendo le istruzioni incluse nella confezione; si raccomanda comunque l’intervento di un tecnico qualificato.

Guarnizioni in neoprene La guarnizione è inclusa nel kit comando. Le guarnizioni in neoprene sono la scelta corretta per la resistenza all’acqua salata.

Viti e dadi Disponibili separatamente. Guidi raccomanda l’uso di viti in acciaio inossidabile austenitico A4 a basso tenore di carbonio.

Kit comando valvola a doppia mandataDurabilità

Le valvole 2240 e 2250 sono progettate per mantenere le proprie caratteristiche fisiche e meccaniche nel tempo con una manutenzione ordinaria minima. La costruzione modulare facilita manutenzione, smontaggio e recupero dei materiali. A fine vita, la maggior parte dei componenti è recuperabile attraverso filiere di riciclo delle materie prime.