Considerazioni su alcuni filtri Guidi ormai vintage.

Se c’è una cosa che veramente non siamo mai stati capaci di fare in oltre cinquant’anni di attività questa è la cosiddetta obsolescenza programmata.

Parliamo di quella strategia industriale per cui si studia, si progetta e si costruisce un prodotto avendo già in mente di limitarne l’utilizzo a un periodo di tempo ben preciso.

Il perché è semplice da capire: in questo modo si potrà poi immettere sul mercato un nuovo prodotto che lo sostituirà e così via, aumentando i profitti. In certi settori, come l’elettronica di consumo o l’informatica, questa pratica è ormai consolidata, in campo meccanico già meno.

I prodotti Guidi, per quanto quasi sempre innovativi, hanno una caratteristica fondamentale: durano molto.

Perfino troppo, verrebbe da dire a volte.

Il motivo è presto spiegato: li costruiamo con cura e attenzione, usando tecnologie avanzate e soprattutto materiali ad altissima affidabilità, cominciando naturalmente dal bronzo.

Non a caso il poeta latino Orazio nelle Odi scriveva che i suoi versi sarebbero stati più duraturi del bronzo, aere perennius, a significare l’immortalità dei suoi componimenti.

Tutte queste considerazioni ci sono venute in mente osservando i filtri vintage, o d’epoca, che vedete in queste immagini, che hanno un aspetto certamente segnato dal passare degli anni ma che risultano tuttora perfettamente funzionanti (hanno 30-35 anni).

Li abbiamo voluti fotografare insieme ad alcuni fiori, simbolo di bellezza ma anche di estrema caducità. Abbiamo un po’ giocato sul contrasto fra industria e natura, durabilità ed effimero, concludendo che il tempo, alla fine, è forse il valore più prezioso da preservare nel mondo in cui viviamo.