La qualità dei prodotti Guidi in che cosa si riconosce? Qual è la differenza con gli altri? (qui mi piacerebbe se scrivessi due righe sui materiali che utilizzate, la parte introduttiva della prima intervista. e a differenza con i “cinesi”)
La Guidi ha sempre considerato la scelta delle materie prime come un elemento fondamentale, su questo siamo da sempre molto rigorosi e non siamo mai scesi a compromessi: crediamo che sia soprattutto una questione di sicurezza, che per noi ha la priorità su tutto.
E’ il motivo per cui siamo stati a suo tempo pionieri nell’utilizzo del bronzo, che tuttora continuiamo ad usare nelle fasi di produzione in quanto fornisce le maggiori garanzie di affidabilità, soprattutto in termini di resistenza alla corrosione. Oltre al bronzo, altri materiali che usiamo sono l’ottone, l’acciaio inossidabile e l’alluminio.
Tutti i nostri fornitori sono di prima qualità, e quasi tutti italiani, sono aziende con cui collaboriamo da anni con reciproca soddisfazione. In generale, ci piace lavorare con tutti i nostri partner nel lungo periodo, quando iniziamo un rapporto proficuo lo portiamo avanti nel tempo.

Quanto conta il settore ricerca e sviluppo all’interno di Guidi?
E’ importantissimo, siamo in un settore, quello dell’accessoriato, dove i ritmi di produzione sono spesso elevati e non ci si può “sedere” praticamente mai. L’innovazione per noi è sia una vocazione che un obbligo, fra virgolette, perché il mercato è molto dinamico e la concorrenza forte. Con tredici brevetti registrati e molti prodotti davvero ad alto contenuto tecnologico lanciati, il mercato si aspetta sempre qualcosa di più e di meglio. Per noi il brevetto è soprattutto una garanzia per l’utilizzatore, un modo per difendere la nostra proprietà intellettuale e al contempo tutelare da eventuali contraffazioni.
In azienda abbiamo un team dedicato alla Ricerca & Sviluppo e recentemente abbiamo effettuato investimenti importanti anche sui macchinari, perché l’innovazione non può essere solo di prodotto ma anche di processo.

Quanto conta il settore nautico, in percentuale, per Guidi?
Con la nautica abbiamo iniziato e questo continua a essere il nostro core business, ovviamente, ma i nostri prodotti hanno anche applicazioni importanti in altri ambiti, per esempio nell’edilizia, che complessivamente contano per circa il 20% del nostro giro d’affari.

Quali sono in paesi più importanti per il vostro fatturato? E quanto conta l’Italia?
Guidi esporta circa il 60% della propria produzione, che è un numero significativo ma che comunque ci consente di restare in un buon equilibrio, senza troppi sbilanciamenti . Il mercato italiano resta molto importante e speriamo in una sua ripresa, qualche segnale lo stiamo vedendo e abbiamo uno “zoccolo duro” di clienti fra i cantieri più importanti.
I paesi più importanti per il nostro export attualmente sono il Regno Unito, i paesi scandinavi e il Medio Oriente, ma siamo presenti in tutto il mondo, compreso Far East e Australia. Guardiamo con grande interesse al mercato americano.

Vi sembra che i cantieri siano sensibili alla vostra politica che punta sulla qualità?
Ci sono cantieri, italiani ed esteri, che lavorano con noi da decenni e sanno che non cambieremo mai la nostra politica, fondata sulla qualità e l’affidabilità. Negli anni di crisi più forte è capitato che qualcuno abbia scelto di affidarsi ad altri fornitori, essenzialmente per una ragione di costi, ma dopo poco tempo, e anche qualche brutta esperienza, è tornato ad acquistare da noi. Questo è stato motivo di grande soddisfazione, ed è una conferma che puntare sulla qualità paga sempre, specie a medio-lungo termine.

Quali sono i vostri prodotti di punta?
Ne abbiamo moltissimi, difficile scegliere, ma devo citarne uno, direi che i vari modelli di filtri acqua mare per il raffreddamento dei motori rappresentano il nostro prodotto di punta. Anche la valvola antiblocco “Alex”, il nostro ultimo brevetto in ordine di tempo, sta andando bene sia dal punto di vista commerciale che dei risconti degli operatori professionali e di questo siamo lieti.

Come vede il futuro prossimo del mondo della nautica? I timidi segnali di ripresa che si stanno manifestando ritieni possano portare a breve a qualcosa si buono?
Siamo per natura ottimisti, abbiamo passato gli anni peggiori di questa lunga crisi tutto sommato senza grossi traumi, a differenza di altre aziende purtroppo, e ora guardiamo avanti con grande determinazione continuando nel nostro percorso fatto soprattutto di lavoro e ricerca. E’ forse presto per parlare di una ripresa vera e propria ma è certo che i segnali di una inversione di tendenza rispetto al passato ci sono, da qui a fine anno vedremo di quantificarla.

Quante persone lavorano attualmente in azienda?
Siamo circa 25, molti dei quali lavorano con me da decenni. Credo che la definizione di “grande famiglia”, spesso abusata o citata a sproposito, in questo caso sia corretta: la Guidi resta un’azienda famigliare sia dal punto di vista della gestione che dei rapporti fra le persone che la compongono. Di questo siamo molto orgogliosi.

Quanti articoli avete in catalogo?
Sono un migliaio, frutto di un’attività iniziata nel 1968 come terzisti e via via allargata. E’ un numero importante che richiede grande attenzione in fase di gestione ordini, gestione magazzino ecc, anche su questi aspetti abbiamo dedicato notevoli risorse per cercare di migliorarci.

Mi dice due parole sul vostro territorio, sulla tradizione industriale locale?
Ci troviamo in Valsesia, ai piedi del Monte Rosa, un luogo sicuramente lontano dalle mappe nautiche: questa però è un’area a forte vocazione industriale, con i distretti dell’idraulica e del tessile ancora attivi nonostante i ridimensionamenti degli ultimi anni e la presenza di tante aziende che, come noi, operano in tutto il mondo. Devo dire che la cultura d’impresa qui è ancora significativa e lavoriamo bene.

Mi dice due parole sul collaudo e sulla marchiatura laser dei prodotti?
Il 100% dei nostri pezzi da fusione viene collaudato in azienda, su di loro effettuiamo accurate prove idrostatiche, è una procedura che fa parte integrante del nostro ciclo di lavoro e crediamo sia una bella garanzia per i nostri clienti. Per quanto riguarda la marchiatura laser l’anno scorso ci siamo dotati di un macchinario apposito, che usiamo soprattutto, ma non solo. sui nostri prodotti in bronzo.

Voi da anni portate avanti un interessante gemellaggio con il mondo dell’arte. Come mai, qual è il significato di questa scelta?
L’incontro con l’arte è avvenuto quasi casualmente quando lo Studio Grafico Anna Fileppo ci presentò la fotografa americana Jill Mathis, che fece un reportage in stabilimento per una monografia pubblicata nel 2008, nostro quarantesimo anniversario. Le emozioni provocate da quegli scatti ci hanno portato a vedere i nostri prodotti, e il nostro lavoro, sotto una luce diversa, meno “fredda” e forse scontata. Da lì è partita una fase che ci ha portato a lavorare con diversi artisti, spaziando in vari generi: Michelangelo Pistoletto, Chris Gilmour, Elizabeth Aro, Alessandro Ciffo, Marco Lodola. Ogni volta questi artisti ci hanno stupito e affascinato con le loro opere, alcune poi esposte in palazzi storici, musei e anche nei nostri stand alle fiere di Genova e Amsterdam. Si è creato insomma una sorta di binomio fra arte ed industria, con risultati piacevolmente sorprendenti, che ci spingono a continuare.

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